(Questo post NON parla dei Dark Horizon se non per 1/5. Se non te la senti, se non sei pronto, se ti sei svegliato male e se non hai il permesso dei genitori chiudi immediatamente il browser!)
Sorvolando sulle solite quisquilie della puntatina in Finlandia in studio di registrazione e l'avanzamento dei lavori (neanche fosse un interminabile cantiere edile!) per il nuovo album, mi sono dovuta aggrappare con le unghie e con i denti a una piccola notizia che sa quasi di gossip per poter avere una scusa decente per aggiornare il blog, in evidente fase di stand by...
Sabato sera vagavamo persi in zona Novara, quando ad un certo punto i morsi della fame cominciarono a farsi sentire. Il caso volle che la macchina si fermò proprio davanti ad un Risto-Pub dal nome Cinin, ovvero il nome d'arte del gatto del Lory. Attirati dalla familiarità dell'insegna (che poi scoprimmo a nostre spese voler dire *maiale* in un dialetto locale, forse un mix di celtico ed austro-ungarico) varcammo la soglia del Cinin per renderci conto che il piatto forte della serata sarebbe stato un concerto *acustico* del front man dei DH supportato dal suo socio in affari, il Bruno.
Dopo una giusta attesa, che fa sempre molto pathos, allietata da spadellate, spaghettate, brasati e braciole, finalmente ecco il duo (purtroppo presa dall'emozione di assistere alla versione acustica del front man mi sono dimenticata di chiederne il nome..!) scatenarsi con i pezzi che hanno fatto la storia del rock'n'roll rivisitati in chiave chitarra-voce-voce-chitarra. Non riporto la scaletta perchè veramente lunga e rischierei di dimenticare dei pezzi e non farei onore al loro show, peraltro riuscitissimo e molto coinvolgente, sia per la bravura degli interpreti, sia per la scelta dei pezzi e dei medley. Personalmente ho gradito molto la parte dedicata agli U2, in particolare Desire, che mi ha riportato (o è stato l'ammazzacaffè?!) a quando, sedicenne, irrompevo nello scantinato del prete a disturbare le prove dei Burnin' Duck, che avevano in repertorio solo quel pezzo (difatti stranamente non ho più sentito parlare di loro...).
Roberto e Bruno e le casse hanno tirato fuori una potenza tale che da oggi i gestori del Cinin hanno cambiato l'insegna in "Trippa (fu Cinin)". Roba da contorcere le budella!! (Che, se non si è capito, è un complimento!)
E io che da ingenua pensavo che acustico fosse una chitarra e uno sgabello (al massimo ti concedo un plettro).
Per il Fan Club ufficiale del Duo, consiglio di rivolgersi a Roman, lo incontrate durante i concerti (se non è impegnato nella pittura).